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Aporte de Roberto (con su propio comentario)
Smareglia Antonio: Oceana.2003. Zagreb.   INIT Branko Robinsak * NERSA-OCEANAAntonija Boroša * VADAR Saša Ivaci * ERSPaolo Rumetz *ULSBranislav Jatić * HAREB Marijan Jurišić * ORCHESTRA e CORO del Teatro dell’Opera di Zagabria, M° del Coro Robert Homen, Direttore Zoran Juranetz      Zagabria Teatro dell’Opera

https://rapidshare.com/files/4040798906/Antonio_Smareglia__OCEANA_Zagreb_2003.rar

«Oceana venne ispirata a me e a Silvio Benco da una poetica impressione avuta contemplando il mare in una notte lunare, dopo una cordiale cena tra amici. Semplicemente in quest’opera gli episodi lirici e descrittivi mi vennero suggeriti dal ricordo di una contemplazione notturna». Così Smareglia spiegò l’idea di comporre un’opera fantastica che avesse come protagonista il mare e le sue suggestioni.  Profondamente affascinato dai drammi di Wagner, Smareglia tentò con Oceana , composta mentre era stato colpito dalla cecità, di creare un’opera lirica italiana nuova, più debitrice a Wagner che al melodramma verdiano. Ma l’operazione riuscì solo in parte: le pagine migliori dell’opera sono l’ouverture e gli squarci sinfonici, dimostrando quanto l’orchestra, più che le voci, ne sia la vera protagonista. Il secondo atto risulta così una sorta di poema sinfonico-vocale, dove spicca una nitida trasparenza orchestrale, mentre la pagina vocale più  apprezzata per la purezza del canto è il quintetto dell’ultimo atto. Convinto del suo valore ‘sinfonico’, lo stesso compositore ne trasse una Suite in tre tempi dedicata ad Hans Richter, che venne spesso eseguita in sede concertistica. Alla ‘prima’ l’opera ottenne un successo modesto; ma D’Annunzio, presente in sala, ebbe a dichiarare: «Il poeta è sempre inferiore al musico. Oceana è un tessuto musicale di tal continua e morbida dolcezza che vi avvolge in un sogno e si vorrebbe non fosse mai finito». E tra gli altri anche Alberto Franchetti, Arrigo Boito e Richard Strauss si espressero favorevolmente in merito alle innovazioni espressive dell’opera.

http://youtu.be/uOn-rKhUvWE

OCEANA  Commedia fantastica in tre atti, libretto di Silvio Benco Musica di Antonio Smareglia (1854-1929) Prima: Milano, Teatro alla Scala, 22 gennaio 1903.                                                      Personaggi:  Ers (Bar), Vadar (Bar), Nersa (S), Uls (B), Hareb (Bar), Init (T)
Synopsis: In Siria, all’epoca dei Patriarchi. La giovane Nersa è amata dal vecchio Vadar. Ers, genio del mare, affascina la ragazza raccontandole della misteriosa vita del mare e di Init, dio delle acque. Per punirla di aver tentato di lasciare il villaggio, Nersa viene condannata, su suggerimento di Uls, un altro genio marino che si presenta sotto le sembianze di un vecchio, a stare sola tre notti sulla riva del mare. Così appare Init, insieme a ondine e sirene, a corteggiarla. Nersa, ora chiamata Oceana, diverrà la sposa del dio, ma giunge una nave con Vadar e suo fratello Hareb. Per ordine del dio, il canto delle sirene farà impazzire gli uomini: Hareb vaneggia, Nersa dice addio al mare e torna al villagio con Vadar. È il giorno delle nozze di Nersa e Vadar, ma la ragazza continua a sognare Init: il dio appare e la convince a fuggire con lui. Vadar li trova abbracciati e lascia libera Nersa, chiede però al dio di farlo impazzire perché la sua vita senza l’amata non ha più senso, e di far invece rinsavire Hareb.

Antonio Smareglia, nato a Pola il 5 Maggio 1854 e morto a Gorizia il 15 Aprile 1929, appartiene a quella lunga schiera di musicisti trascurati e ancor più tragico dimenticati nei cartelloni concertistici. Iniziò gli studi musicali a Vienna, iscrivendosi più tardi al Conservatorio di Milano che frequentò fino al 1877 perfezionandosi con F. Faccio ma senza raggiungere il diploma. Durante il suo intenso periodo milanese fu vicino al movimento della Scapigliatura, assorbendo tutti gli elementi rivoluzionari dettati da questa nuova corrente di pensiero. In effetti Smareglia fu un vero scapigliato, poichè dimostrò di essere insofferente alle regole ed alle tradizioni di un passato ormai lontano. Il suo carattere combattivo e pronto allo scontro culturale lo portò ben presto ad essere protagonista nel mondo dell’opera e nel 1879 debuttò a Milano con il lavoro melodrammatico Preziosa ottenendo un discreto successo ma senza riuscire, per il momento, ad entrare nella rosa degli operisti che dominavano in quel momento. Non bisogna trascurare il fatto che negli anni milanesi vi era la presenza del grande Verdi, che faceva inconsciamente da sbarramento psicologico per i giovani compositori che cercavano di ottenere un piccolo posto al sole. Per questa ragione continuò a far rappresentare altre opere nei paesi di lingua tedesca, ottenendo lusinghieri riconoscimenti, raccogliendo i complimenti del grande Brahms e di Hanslick. Dopo alcuni anni di intenso ed, ahimè, oscuro lavoro iniziò a perdere la vista, ma ciò non fu assolutamente di ostacolo, in quanto molti allievi si offrivano per aiutarlo nella stesura delle partiture. Nel 1921 ebbe l’incarico insieme a V. Tommasini, di completare il Nerone di A. Boito. Per l’occasione fu chiamato dall’amico A. Toscanini e per il Maestro questo prestigioso incarico fu vissuto come un doveroso premio dopo tanti anni di solitudine e di gravi difficoltà finanziarie. Il suo stile ci ricorda da vicino la Scuola Verista specialmente con l’ opera “Nozze istriane” del 1895. A Milano egli scrisse Bianca da Cervia che ha i sè gli elementi che la fanno accomunare alla Grande Opera e che venne data alla Scala nel 1882 con un buon successo di pubblico e di critica. In Smareglia prese forma la volontà di andare alla ricerca di un mondo legato al demoniaco ed alla magia e per questa ragione tentò di convincere il librettista L.Illica a scrivere un canovaccio basato su Le tentazioni di S. Antonio di Flaubert. I tempi non erano ancora maturi per questo tipo di argomento ed Illica gli scrisse le già citate Nozze istriane che ricordava da vicino la famosa Cavalleria rusticana di mascagnana memoria. In uno scritto musicologico viene sintetizzato in modo lapidario il suo stile: "un poco fumettone verista e un poco operina buffa, l’opera di Smareglia non cade nella gesticolazione canora fine a se stessa, nè persegue una radicale semplificazione del linguaggio ai fini dell’immediatezza e del gesto”  Il compositore fu grande ed unico nell’eleganza dell’orchestrazione; seppe scegliere gli strumenti adatti per commentare una scena o un particolare passaggio, riuscendo ad abbinare diversi timbri strumentali alfine di arrivare ad un originale impasto di suoni. Per questa ragione lavorò alacremente alla stesura delle parti mancanti del Nerone, anche se non ebbe il successo che si meritava, poichè i vari intrighi e la sfortuna che lo accompagnava non gli crearono i presupposti per raccogliere i risultati che ben si meritava. Negli ultimi anni lavorò alacremente con il librettista Silvio Benco, giovane letterato che fu molto vicino al Maestro, aiutandolo psicologicamente a superare le gravi difficoltà della vita. Dalla loro collaborazione nacquero le ultime tre opere quali La Falena (1897), Oceana (1903), Abisso ( 1914), ricche di un’eleganza quasi rarefatta e dense di un’orchestrazione originale dove l’accompagnamento strumentale non danneggia la scorrevolezza della melodia.  Esiste un perfetto equilibrio difficile da riscontrare in altri compositori dell’epoca. Anche nella produzione orchestrale Smareglia manifestò la sua propensione al gusto sinfonico e in Eleonora (1877) tutto ciò è evidente con piccole venature di sapore beethoveniano. Si tratta di un compositore da scoprire nella sua interezza, poichè la trascuratezza che si ha da sempre nei suoi confronti è vergognosa e inaccettabile. A volte viene eseguito al Teatro Verdi di Trieste e in alcuni casi anche all’estero, ma non si è ancora giunti ad una totale rivalutazione del personaggio, mancando così all’appello dei libri di storia un personaggio che ha saputo dare al melodramma una ventata di novità creando, probabilmente, delle invidie che ancor oggi non sono sopite. Per questa ragione molte volte la musica è l’ultima cosa, prima vengono altri interessi. Peccato!    (Adriano Bassi)

Aporte de Lele El Veneciano, que "engrosa" la discografia de Buti:
Carlo Buti. Incisioni 1952/56. LP serie "I maestri", Columbia EMI italiana, 1973 riversamento e remastering: J. C. Martins (Brasile). Desiderio ‘e sole (Manlio – Gigante) I premio al Festival della Canzone napoletana – – 23.10.1952 .Con te ho vissuto una vita (Testoni – Mascheroni) – 25.10.1952 .Triste rimpianto (Ballotta – Coli) – 5.12.1956 .Canzone stradaiola (Testoni – Panzuti) – 9.7.1955 .Ci-ciu-ci (cantava un usignol) (Minoretti – Seracini) – 4.2.1955 .Tamburino del reggimento (Deani) – 28.1.1953 .Rondinella forestiera (Cherubini – Fragna) – 19.10.1953 .Addio, signora! (Neri – Simi)  – 24.10.1952 .Los gitanos (Palomo – Reyes) – 11.11.1954 .Per una volta sola (Gualdi – Coli) – 7.4.1954 .Campanaro (Cherubini – Concina) – 4.2.1953.Portoncino de Testaccio (Rivi – Innocenzi) – 22.10.1953http://www.megaupload.com/?d=YURN890A

Enzo de Muro Lomanto. Canzoni. Volume II. Incisioni Columbia 1935-37.01 Addio a Napoli (Cottrau) 1935. 02 Bimbe innamorate (Mascheroni - Marf) 1935 circa .03 Core 'ngrato (Cordiferro - Cardillo) (I versione) 1935 .04Mandulinata a Napule (Murolo - Tagliaferri) 1935 .05 Scetate (Costa - Russo) 1935 circa .06 Serenata napulitana (Costa) 1935 .07 Serenatella nera (Di Capua) 1935 .08 Sona chitarra (De Curtis) 1935 .09 'A Canzone 'e Napule (Bovio - De Curtis)  1936 .10 Adduormete cu 'me (Murolo - Tagliaferri) 1936 .11 'E palumme (Gallo - Persico) 1936 .12 L'ultima canzone (Tosti) Columbia DQ 1841 - 1936 .13 Nonna nonna all' ammore (Fiore - Quintavalle) 1936 .14 Senza parlar (Mascheroni - Marf) 1936 .15 Stella cadente (Di Lazzaro - Bruno)  1936 .16 Ti guardo (Zagari - Rost) 1936 circa .17 Triste giornata (Cami - Quarantotto)  1936.18 Anna (Mascheroni - Marf) 1937
http://www.mediafire.com/?ofttu2cudrr38d8
http://www.mediafire.com/?55hn8i3dj5bb06a
http://www.mediafire.com/?03xwrgipg54z2ec

Verdi. Don Carlo.2009. Londres. Jonas Kaufmann (Don Carlo). Marina Poplavskaya (Elisabetta). Simon Keenlyside (Rodrigo). Marianne Cornetti (Princesa de Eboli). Ferruccio furlanetto (Felipe II). John Tomlinson (Gran Inquisidor).  Dir.: Semyon Bychkov
http://rapidshare.com/files/593934230/R2009001DONCA.zip

Aporte de Wolf:
Verdi. Rigoletto. 1972.Met. Sherril Milnes. Joan Sutherland. Luciano Pavarotti. Matyah Godfrey Ben David. Ruggero Raimkondi.  Dir.: Richard Bonyng
http://www.mediafire.com/?cctera36p7qvc

Donizetti. Lucia di Lammermoor.2008. Met.Diana Damrau (Lucia). Piotr Beczala (Edgardo). Vladimir Stoyanov (Enrico). Sean Panikhar (Arturo). Ildar Abdrazakov (Raimondo) . Michaela martens (Alisa). Ronald naldi (Normanno). Dir.: Marco Armiliato
http://rapidshare.com/files/154278459/Donizetti-Lucia-Met-03-Oct-2008.zip

Piotr Beczala

Beethoven. Misa Solemne.2011. Proms. Londres.Helena Juntunen (sop).Sarah Connolly (mezzo).Paul Groves (ten). Matthew Rose (bass) .Orq. y coro Londres. Dir.: Colin Davis .
https://rapidshare.com/files/3021816546/BBC.Proms.2011.Prom.67.avi.001
https://rapidshare.com/files/2155149839/BBC.Proms.2011.Prom.67.avi.002

Wagner. Tristan e Isolda. 2009. Londres. Ben Heppner. Nina Stemme. Michael Volle (Kurwenal). Sophie Koch (Brangane). Matti Salminen (Rey Marke). Richard Berkeley Steele (Melot). Dir.: Antonnio Pappano
http://rapidshare.com/files/1616477537/R2009002TRIST.zip


Verdi. Un ballo in maschera. 1947. Met. Jan Peerce. Leonard Warren.D. Illitsch. Margaret Harshaw. Pierrette Alarie. Giacome Vaghi. Dir.: G. Antonicelli
https://rapidshare.com/files/2127024304/Ballo-MET-1947-Ilitsch-Peerce.zip


Jan Peerce

Donizetti. Anna Bolena. 2005. Torino. Darina Takova (Anna Bolena). Denis Sedov (Enrique VIII). Daniela Barcellona (Seymour). Jose Bros (Riccardo Percy). Marina Comparato (Smeton). Francesco Palmieri( Lord Rochefort). Dir.: Bruno Campanella
http://www.mediafire.com/?v0qqfif69n4v2x8

Sinopsis:  Enrique VIII, casado con Ana Bolena, está ya cansado de su esposa y ha encontrado un nuevo amor: la dama Giovanna Seymour. Pero ésta rehúsa a ser su amante si antes no hay una relación matrimonial por medio. Por este motivo el rey decide traer a la corte a Lord Percy antiguo enamorado de la reina con el fin de poder provocar una situación embarazosa por la que poder acusar a la reina de infidelidad. El plan se lleva a cabo y la reina y Percy son condenados a morir por traición.

ESCENAS DE LA OBRA:

          Acto I: Los cortesanos comienzan a comentar que el rey Enrique VIII se ha cansado de su mujer Ana Bolena. El rumor es cierto, pues el rey está buscando los favores de otra dama de la corte: Juana Seymour.

          El rey trata de conseguir a la dama, pero ésta le dice que tan sólo bajo el matrimonio le otorgará los favores que éste busca. Por este motivo Enrique VIII intentará buscar alguna excusa por la que acusar de infidelidad a su mujer y así poderla apartar de su lado.

          De esta manera el rey manda traer a la corte a Lord Percy, antiguo enamorado de la reina, mandando a Hervey la misión de espiarlo y comentarle cualquier tipo de situación más o menos comprometida que se pueda dar con la reina.

          En los apartamentos de la reina se encuentra el paje Smeton, enamorado en silencio de Anna Bolena, quien sustrajo un medallón y ahora intenta restituirlo. En ese momento entran en escena Lord Rochefort (hermano de la reyna), Percy y la propia reina. Lord Percy trata de saber si en algún momento fue amado por aquella, la conversación se acerca a un punto comprometido, por lo que el Rochefort hace una indicación a la reina. Ésta pide que salga de allí Percy. Éste, contrariado desenvaina su espada con intención de suicidarse, motivo por el cual sale de su escondite el paje Smeton creyendo que ha de defender a la reina. En su salida se le cae al suelo el medallón de la reina.

          Es en estos momentos cuando entra en escena el rey. Observa el medallón en el suelo y acusa de infidelidad a la reina, pese las negaciones de ésta.

          Acto II: Anna y Percy son encarcelados. Seymour agobiada por una conciencia de culpabilidad se dirige hacia la reina, ésta que en unos primeros instantes la maldice, acaba perdonándola.

          Anna tratará de convencer al rey de su injusticia, ya que es acusada de mantener relaciones con el paje. El rey que ya ha decidido su futuro no atiende a excusas, con lo que la reina con el fin de no perder más su dignidad sale de la escena. Tras ella entra Percy quien tratará de decir al rey que él estuvo casado con Anna, por lo que su matrimonio es inválido y no ha lugar a montar todo este lio para su separación. Enrique tampoco será convencido y sólo con la llegada de Seymour y sus remordimientos de alcanzar el trono por medio de la muerte de la reina, ablandarán un poco el corazón del rey.

          El rey decidirá perdonar la vida de Percy y de Rochefort, pero ambos rechazan la clemencia real. Mientras tanto Anna, preparándose para su ejecución escucha las campanas de boda de los nuevos contrayentes que no saben esperar a su muerte, fuera de sí los maldice, pero más tarde ya calmada les perdona, dirigiéndose hacia su suplicio con la mayor dignidad.

 

Aporte de Raul C. ( Quebec):
 Wagner. Walküre. 1997. Bayreuth. Deborah Polaski (Brunhilde). Poul Elming (Sigmnund). Tina Kiberg (Siglinde). Hans Sotin (Hunding). John Tomlinson (Wotan). Hanna Schwarz (Fricka). Walkirias:: Anne Schwanewilms, Mary Lloyd-Davies, Yvonne Naef, Andrea Bönig, Frances Ginzer, Jane Turner, Birgitta Svendén, Anne Wilkens. Dir.: J. Levine
http://www.megaupload.com/?d=A8TEQLKH

Bizet. Carmen. 2009. Londres. Elina Garanca. Roberto Alagna. Liping Zhang (Micaela). Ildebrando D´Arcangelo (Escamillo). Eri Nakamura . Louise Innes. Vincent Ordonneau. Dir.: Bertrand de Billy
http://rapidshare.com/files/3742924047/R2009003CARME.zip


Liping Zhang


Aporte de Julian (Porto):
Stravinsky: Pulcinella.2011.Deborah Domanski (mezzo).Lawrence Jones (ten).Jeffrey Tucker (bajo) Dir.:Keith Lockhart
http://www.mediafire.com/file/9gd84tkf9cfqf35


Deborah Domanski

Pulcinella is a ballet by Igor Stravinsky based on an 18th-century play — Pulcinella is a character originating from Commedia dell'arte. The ballet premiered at the Paris Opera on 15 May 1920 under the baton of Ernest Ansermet. The dancer Léonide Massine created both the libretto and choreography, and Pablo Picasso designed the original costumes and sets. It was commissioned by Sergei Diaghilev.

Diaghilev wanted a ballet based on an early eighteenth-century Commedia dell'arte libretto and music believed (in Diaghilev's time) to have been composed by Giovanni Pergolesi. (Although the music was then attributed to Pergolesi, much of that attribution has since proved to be spurious; some of the music may have been written by Domenico Gallo, Carlo Ignazio Monza, and possibly Alessandro Parisotti and Unico Wilhelm van Wassenaer.) Conductor Ernest Ansermet wrote to Stravinsky in 1919 about the prospect, but the composer initially did not like the idea of music by Pergolesi. However, once he studied the scores, which Diaghilev had found in libraries in Naples and London, he changed his mind. Stravinsky rewrote this older music in a more modern way by borrowing specific themes and textures, but interjecting modern rhythms, cadences and harmonies. Pulcinella is scored for a modern chamber orchestra with soprano, tenor, and baritone soloists.

Verdi. Simon Boccanegra. 1939.Met. Tibbett. Rethberg. Martinelli. Pinza. Warren. Dir.: Panizza
http://rapidshare.com/files/12423542/Simon39.zip

Verdi. Otello. 1996. Met. Placido Domingo. Aprile Millo. James Morris. Jane Bunnell.Clifton Forbis . Paul Plishka. Dir.: James Levine
https://rapidshare.com/files/1233745058/OTELLO-Met10Feb1996.rar

Verdi. Aida. 1939. Met. Freagmentos. Milanov. Gigli. Castagna. Tagliabue. Pina. Dir.: Panizza
http://rapidshare.com/files/12424648/Aida1939ext.mp3


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