Aporte de Lele El Veneciano: 01 Maggio (Cherubini - Bixio) Edison Bell M-1778 - 1933. 02 Son come tu mi vuoi (Bixio) dal film Il caso Haller - Edison Bell M-1798 - 1933 .03 Pardon (Frustaci) Edison Bell - M-1801 - 1933 .04 Marinaro (Sacchetti) Edison Bell M-1803 - 1934 circa .05 Giardini (Bertini - Ruccione) orch. Ferruzzi - DQ-883 - 20.4.1934 (in romanesco) .06 L'ultimo convegno (Fusco - De Torres) orch. Ferruzzi - Col. DQ-884 - 24.4.1934 .07 Come un fiocco di neve (Tortora - Lama) Orch. Ferruzzi - Col. DQ-888 - 25.4.1934 .08 Canzone sbarazzina (Bovio - Valente) orch. Ferruzzi - Col. DQ-889 - 25.4.1934 .09 Mandolinata a mare (Jantaffi - Lojero) orch. Olivieri - Col. DQ-890 - 24.4.1934 .10 Canzone D'amore (Bracchi - Schmidt) orch. Ferruzzi - dal film Angeli senza paradiso, Col. DQ-892 - 23.4.1934 (f) .11 Napule Bella Mia (T. Manlio - Quintavalle) orch. Ferruzzi - Col. DQ-892 - 25.4.1934 (f) .12 Firenze (Spadaro) orch. Ferruzzi - Columbia DQ-893 - 23.4.1934 .13 Mese gentile (De Lullo - De Curtis) orch. Ferruzzi - Col.DQ-1023 - 15.9.1934 .14 La fontana delle sirene (Zorro - Fain) dal film viva le donne, orch. Ferruzzi - Col. DQ-1052 - 18.9.1934 .15 Buona sera, Firenze (Palazzo - Parente) orch. Ferruzzi - Col. DQ-1054 - 18.9.1934 .16 La brava gente (Bonagura - Cioffi) orch. Ferruzzi - Col. DQ-1142 - 21.9.1934 .17 Leggenda cinese (Jantaff - Ricci) orch. Ferruzzi -Col.DQ-1147 - 28.9.1934 .18 Napoletana bruna (Fusco - Cioffi) orch. Ferruzzi - Col. DQ-1160 - 2.10.1934 .19 Fanciulla bruna (Bracchi - Redi) orch. Ferruzzi -Col. DQ-1167 - 4.10.1934 .20 Mia bimba,vien! (Borella - Giulian) orch. Ferruzzi - Col. DQ-1224 - 29.10.1934 Carlo Buti. Gli anni d´oro 3. Incisioni 1930.1934 .01 Serenata a Marion (Rubens - Virgili) 1930 .02 Soli soli (Frati - Simonetti) 1931 .03 Rondine (Frati - Raimondo) 1932 .04 Serate fiorentine (Toppi) Edi 1932.05 Serenata a Ciquita (Stazzonelli - Innocenti) 1932 .06 Rumba dei fiori (Di Lazzaro) 1932 .07 Nina si voi dormite (Leonardi - Balzani) 1934 .08 Primo amore (Buti) - 1934.09 Ricordati di me (Rusconi) 1934.10 Sai perché (Franco) 1934.11 Son come tu mi vuoi (Bixio) 1933 .12 Valzer delle viole (D'Anzi) 1934 .13 Nun me parla' 'e Pusilleco (Manlio - Derewitsky) - 1934 .14 Rondini senza nido (Mezzaroma - Ruccione) 1934.15 Signorinella (Bovio - Valente) 1934 .16 Poi ti dirò perché (Martelli - Simi) 1934.17 Serenatella Amara (Cherubini - Bixio) 1.4.1934 .18 Rondinella (Cherubini - Frustaci) 1.4.1934.19 Non mi ama più (Murolo - Drewitsky) .1934 Natalino Otto. Il re del ritmo 2 (incisioni Fonit 1941-1956). 01 Boogiemania (Dampa - McGillar) 1941 circa .02 Che me ne importa (Testa - Dura) orch. Kramer - 1941 circa .03 Yes, oui, sì (Giacobetti - Kramer) orch. Kramer 1941 circa .04 Che farà Maria (Giacobetti - Savona) orch. Kramer - 1942 circa .05 L'ho vista una volta (due volte, tre volte) (Giacobetti - Otto) 1943 circa . 06 Stasera canto - 1943 circa .07 Perdoni signor Bach - 1946 .08 A sud di Parabiago - con Maria Dattoli, Vittorio Paltrinieri, Gloria Dauro e Pino Simonetta - 1948 circa .09 Settimana d'amore (Lerici - Bourtraye) orch. Sciorilli 1948 circa .10 Signorinella novecento (Simoni - Valleroni - De Ambrogi) 1951 circa .11 Lillà (Pinchi) orch. Piero Rizza - 1952 .12 Vorrei sapere perché (Brodski - Devilli) orch. Mojoli - 1954 .13 Cancion bolero (Dampa - Panzuti) orch. e. Sciorilli - 1955 circa .14 Darling je vous aime (Sossengo - Misselvia) orch. Mojoli 1955 .15 La signorina dell'NT (Testoni - righi) orch. Semprini - 1955 circa .16 Lascia o raddoppia (Pinchi - Donida) orch. Mojoli - 1955 circa .17 Siciliana (Warren) dal film La rosa tatuata - orch. Mojoli - 1955 .18 Un romano a Capocabana (Giacobetti - Savona) 1955 .19 Amami se vuoi (Panzeri - Mascheroni) 1956 .20 Il trenino di latta verde (Gigante - Martelli - Neri) orch. Semprini 1956 .21 I figli di Gippò (Panzeri - Domitillo) orch. Mojoli 1956 circa .22 Anni verdi - orch. F. Mojoli - 1.6.1956 .23 La giostra del paese (Micheletti - Bata) orch. Mojoli - 1956 circa .24 Non dormir - con Lucia Mannucci - 1956 .25 Toni me toca (Concina - Cherubini) con Lucia Mannucci - in veneziano - 1956 Stevens Rise. Recital. 1 Songs My Mother Taught Me (Dvorak) .2 Danny Boy .3 Flow Gently, Sweet Afton. 4 Smilin' Through (Penn) . 5 Maghty Lak' a Rose.(Nevin). 6 Too-Ra-Loo-Ra- Loo-Ra (Shannon). 7 All Thro' the Night. 8 Cradle Song (Brahms) . Dir.: Milton Katims Aporte de Stephen (Upsala): Aporte de Roberto: Antonio Smareglia fu portato Istintivamente alla musica. Di questo istinto testimoniano i suoi primi tentativi nel comporre, ancor privo di ogni insegnamento, quando fu mandato agli studi tecnici a Vienna e a Graz. I suoi lavori di questo periodo sono andati perduti. Ma non dovevano essere tanto dappoco se gli permisero di comporre una Messa a più voci che fu eseguita con successo nel Duomo di Pola ed unAve Maria che lo fece accettare, quale allievo privato prima e quale interno poi dal grande Franco Faccio, direttore dorchestra e docente al Conservatorio di Milano. I suoi primi saggi documentabili restano comunque quelli legati agli studi al Conservatorio milanese, dai compiti di armonia e contrappunto alla scena lirica Caccia lontana che, sia pur denunziando chiare derivazioni da Mendelssohn, fu largamente apprezzata dal pubblico e dalla critica. Di tale periodo anche louverture sinfonica Leonora(dalla ballata del Bürger) che, dalla sala del Conservatorio milanese, spiccò il volo fino a Parigi dove rappresentò la musica italiana all Esposizione mondiale, sotto la direzione di Franco Faccio e fu assai apprezzata anche dal grande Gounod. Un brano da riproporre ancor oggi nei programmi sinfonici. Il suo battesimo operistico ufficiale avvenne con Preziosa, dramma lirico in tre atti, dambientazione gitano-spagnolesca, al Teatro Dal Verme di Milano. Il taglio è ancora verdiano ma con distinte notazioni personali. Il successo di questopera gli frutta la commissione duna nuova opera dallEditrice Lucca di Milano: Bianca da Cervia, dramma lirico in 4 atti su libretto di Francesco Pozza (sotto lo pseudonimo di Fulvio Fulgonio) che va in scena alla Scala. Ambientata in Romagna, allepo vi si notano molte belle pagine che il Maestro rimaneggerà in altri lavori. Il successo è testimoniato da ben 12 repliche. Segue Re Nala, melodramma in quattro atti, su libretto di Vincenzo Valle, che va in scena alla Fenice di Venezia. Poeta e musicista qui si ispirano al poema indiano Mahabharata ripreso da una trilogìa di Angelo De Gubernatis. Lambietazione è in India, nella casta dei Bramini, con congiure di palazzo e amori contrastati, troppo lontana dalle abitudini del pubblico dallora. La musica assume spesso un carattere esotico-mistico, rivelando una tendenza che Smareglia approfondirà negli anni e sfocerà nellaffresco sonoro descrittivo della "trilogìa benchiana". Lesito è deludente, anche per carenze esecutive, e Smareglia la lascerà perdere, riprendendone qualche bella pagina in lavori successivi. Segue il dramma lirico in tre atti Il Vassallo di Szigeth, su libretto di Luigi Illica e Francesco Pozza, con debutto al Teatro Imperiale di Vienna. Lambientazione è ungaro-tzigana e la vicenda è a tinte fosche e crude: un melodramma vecchio stile, con tutti gli attributi del genere, che sortisce clamoroso successo e viene subito ripreso al Metopolitan di New York. Il potentissimo editore Ricordi annusa laffare ed offre un contratto desclusiva a Smareglia che però il Maestro rifiuta con la scusa di ritenerlo poco remunerativo. In realtà Smareglia, che aveva ben altri ideali, temeva che lEditore volesse congelarlo nelle formule "post-verdiane" di successo. Da questo rifiuto data lavversione dei Ricordi per Smareglia che tanto peserà negativamente sulla diffusione dei lavori smaregliani. Del Vassallo un brano assai notevole sono le Danze Ungheresi, variamente riprese nella loro versione per due pianoforti, delle quali è anche raccomandabile la versione sinfonica originale. Reduce dai successi di Vassallo, Smareglia si imbatte in una biografia romanzata del seicentesco pittore fiammingo Cornill Schut in cui è adombrato il contrasto fra laspirazione allassoluto dellArte ispirato dallAmore e la corruzione del successo e della carne. Tale pittore non fu particolarmente illustre, ma Smareglia si immedesimò in tale figura anche per assonanze personali. Così prospetta a Luigi Illica un canovaccio dazione ed Illica gliene sforna un libretto in tre attti che, pur non essendo un capolavoro, funziona e lo entusiasma. Nasce così la nuova opera, nella sua prima stesura titolata Cornill Schut. che vede la sua prima rappresentazione nel 1883 al Teatro Boemo di Praga, in lingua ceca, cui segue, in versione tedesca, la rappresentazione al Teatro Reale di Dresda. Il successo, in entrambe le sedi, è clamoroso ed appassionato, con scene di autentico trionfo anche fuori dei teatri. Qui, per la prima volta, Smareglia applica il suo ideale di globale affresco musicale dove anche la più piccola inflessione del testo cantato è immersa nella musica e non esistono riempitivi convenzionali di collegamento allazione. Anche la frase più banale del testo proviene da una concezione squisitamente musicale, donde, talvolta, un prolungamento dei tempi dellazione in ossequio alle ragioni della musica. Smareglia inseguiva lideale del teatro musicale totale, non fatto di recitativi e di arie e squarci sinfonici, ma completamente dettato dalle ragioni della musica. Lauto identificazione nel personaggio, che riteneva troppo trasparente, lo indusse poi, dopo una revisione dellopera portata a termine nel 1917, a mutarne il titolo in Pittori fiamminghi, più largamente comprensivo dun ambiente e duna corporazione artistico-professionale che incentrato su una sola personalità. Visto anche che il problema etico che tendeva ad esplorare non lo riteneva solo un problema del signor Cornill ma un problema generalizzato della generalità artistica ed intellettuale, sempre combattuta fra la rettitudine (che non paga in oro e fama) ed il compromesso (che paga col successo ma inaridisce il sentimento). Vi ricicla anche del materiale usato in Bianca da Cervia, che immette ardori autenticamente giovanili. Qui Smareglia chiede anche ai cantanti un vero e proprio impegno sinfonico forzando le regole della vocalità, per ottenere più intensa espressività piuttosto che belcantismo piacevolmente edonistico. Le fortune ed i successi di Cornill Schut non mettono Smareglia al sicuro dai capricci della sorte. Credendosi uomo daffari infallibile, a somiganza del padre Francesco ottimo amministratore del suo patrimonio e dei suoi commerci, singolfa in speculazioni sbagliate e lavidità di lestofanti lo riducono ben presto al lastrico. Donde un precipitoso rientro a Dignano, cittadina dei suoi avi, dove si rifugia nella casa paterna. Ed è proprio a Dignano che, in brevissimo tempo, scriverà Nozze istriane, il più fortunato, rappresentato e popolare dei suoi lavori operistici. Proprio a Dignano aveva chiamato il suo librettista Luigi Illica. Smareglia era ansioso di rimettersi al lavoro. Secondo le sue intenzioni, si sarebbe dovuto trattare dunopera di grande impegno musicale, filosofico e religioso. Aveva messo gli occhi su La tentazione di SantAntonio di Flaubert per approfondire quel filone etico che aveva iniziato ad esplorare con Cornill ed al quale sarebbe tornato con le sue tre ultime opere (Falena, Oceana e Abisso). Non si rendeva conto che sarebbe stato impossibile condensare il vasto poema di Flaubert in un agile e svelto libretto dopera. Ma se ne rese ben conto Illica che, per spegnerne gli ardori flaubertiani, adottó linfallibile metodo del chiodo scaccia chiodo. Gli venne in soccorso lambiente pittoresco e ricco di tradizioni popolari di Dignano ed in particolare lo conquistarono le vecchie storie e le ballate che Nicoletto Smareglia, parente di Antonio, gli andava sciorinando, accennando anche a versi e canzoni tradizionali. Nicoletto, di mestiere ciabattino, rappresentava la memoria storica della tradizione dignanese ed era un arguto improvvisatore e cantastorie. Da una vecchia storia dignanese nacque così il libretto di Nozze Istrianeche incontrò lassenso, fra il divertito e lirritato, del Maestro al quale soprattutto premeva di rimettersi a scrivere una nuova opera, se non altro per scacciare la malinconia. Forse Smareglia mai si rese conto daver, scritto un gioiello di capolavoro. Lo definiva infatti unoperina, però vi lavorò freneticamente, con convinzione e trasporto. In meno di cinque mesi il lavoro fu sbozzato di getto, iniziando dalla partitura. Nella sua musica inserì precisi spunti dignanesi, come lintonazione delle campane della chiesa madre, lo sviolinare del sensale di matrimoni, la tipica "bottonada" (bitinada o bottonata), qualche andamento danzate, le modalità glagolitiche dei montenegrini del Prostimo, il richiamo di Peroj. Tutto ciò, in epoca di verismo trionfante, fu erroneamente assimilato al movimento verista italiano. Nulla di più errato e fuorviante. Se dobbiamo trovare parentele è il caso piuttosto di pensare a Dvořák ed a Smètana, anche perché qui il clima non è da storia di corna private ma di affresco quasi sacrale. Dove la sacralità è data dallossequio a tradizioni e riti che suonavano come comandamenti. Dalla stretta di mano alla promessa damore. Leggi non scritte ma scolpite nella coscienza. (Fabio Vidali) Pittori fiamminghi Dramma lirico in tre atti, libretto di Luigi Illica * prima versione (Cornill Schut), Praha, Divádlo, 20 maggio 1893 / seconda versione definitiva (Pittori fiamminghi) Trieste, Teatro Verdi, 21 gennaio 1928. Personaggi: Cornill Schut (Tenore) - Frans Hals (Basso) - Craesbecke (Baritono) - Elisabetta van Thourenhoudt (Soprano) - Gertrud (Soprano) - Kettel (Contralto) Pittori, marinai, pescatori, contadini fiamminghi (Coro) La Trama: Anversa 1600. Sulla piazza i pittori raccontano avventure di donne, vino e quadri, mentre tutti attendono Cornill Schut. Da un po di tempo egli pare cambiato: è triste, taciturno, ed ha lasciato Gertrud. Secondo i pittori la sua insoddisfazione nasce dal desiderio di raggiungere la gloria e la fama eterna. Cornill, dal canto suo, dichiara che la sua unica fonte di ispirazione è il vino. Incontra la giovane Elisabetta ed inizia a corteggiarla, i due si innamorano e vanno a vivere insieme sul lago Alkmar. Cornill ha abbandonato la pittura, ma continua a essere tormentato dai dubbi: come conquistarsi un posto per leternità? La vecchia Kettel racconta che il quadro dipinto da Cornill è esposto nella cattedrale e ammirato da tutti. Anche gli amici pittori, allora, convincono Schut a tornare in città, mentre Elisabetta lo saluta, convinta di non rivederlo più. La donna, abbandonata, si è ritirata in un convento di carmelitane per prendere i voti. Cornill deve dipingere un quadro per la chiesa del convento; ma lispirazione è spenta, lontano da Elisabetta tutto è diventato oscuro. Supplica invano Elisabetta di tornare con lui. Poi, ispirandosi al suo volto, dipinge una Madonna e muore, mentre la folla acclama la sua arte. Aporte de Wolf: Rossini-. The Count Ory. 1979. N.York (en ingles)Rockwell Blake (Conde). Ashley Putnam (Condesa). Samuel Ramey (Tutor). Faith Esham (Isolier). David Holloway. Martha Thigpen. Jane Shaulis. Dir.: Imre Pallo Donizetti. El elixir de amor .2008. Video.Inva Mula (Adina). Ramon Vargas (Nemorino). Giorgio Caoduro (Belcore). Alessandro Corbelli (dulcamara). Ji Young Yahn. Dir. Bruno Campanella
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